Fontanellato - Guida Turistica

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.: DA VEDERE
La rocca:
 Il visitatore viene scoprendo quasi all’improvviso la Rocca di Fontanellato, percorrendo strette strade di impianto medioevale, dove si aprono minute botteghe sotto bassi portici dagli architravi in legno e dalle rustiche pilastrature. E appena s’intravvede l’isolato e solitario castello lo spazio, che prima appariva angusto e tortuoso sembra dilatarsi, espandersi in una vastità difficile da misurare. La Rocca, circondata da una grande fossato - "peschiera" non casualmente è detto nei documenti antichi - si presenta con un’eleganza aristocratica singolare, che la rende inconfondibile nel pur vario e ricco panorama di castelli, che dal Po alla montagna, punteggiano il territorio di Parma.
 Castello che non ha perso nulla del fascino che gli deriva dall’esser stato una costruzione di difesa militare nei tempi ferrigni ed aspri del medioevo. La cinta esterna venne eretta, a partire dal torrione quadrato posto a nord - che in origine era molto più alto - probabilmente dopo il 1386 e completata su pianta quadrata prima della metà del ‘400.
 Una corretta rilettura dell’edificio oggi è difficile, anche se, nel cortile, diverse sono le tracce di aperture e chiusure. Originaria, seppur restaurata, la quattrocentesca scala a volte che conduce alla loggia superiore, così come originario è il porticato che al piano terra si sviluppa sul lato nord-est.
 Le finestre ogivali che si aprono su tre lati del cortile sono di gusto tardogotico.
 La corte, se ricorda ancora la fortificazione, ha tuttavia nell’uso elegante del cotto, nella ricercatezza del doppio loggiato, una certa grazia signorile. Così tutta la Rocca di Fontanellato unisce il senso di forza e di compatta solidità propria delle costruzioni militari con una grazia, un po’ acerba, ma evidente, proprie di un’età signorile, che veniva scoprendo l’umanesimo e con esso i piaceri dell’intelligenza e del vivere.
Oratorio dell'Assunta
 Oratorio detto anche di S. Gaetano, fu costruito nel 1572 e completamente rifatto nel 1720 a cura di una locale congregazione. L'interno fu decorato da Antonio Bresciani nel 1790 con vari monocromi e, come in Santa Croce, la splendida sagrestia lignea capolavoro del barocchetto parmense (1720).
Chiesa di Santa Croce
  Chiesa tardo-gotica ampiamente restaurata all'inizio del 1900, nella facciata conservaparte della costruzione originaria di fine '400. Al suo interno si trovano pregevoli dipinti del '700 e una cappella con cupoletta collegata al corpo della chiesa. La sagrestia ha mobili straordinari intagliati nello stile di Giovanni Biazzi. Lo stemma dei Sanvitale riconferma l'intervento dei feudatari nel sostenere la com-mittenza e le date 1673-1682, ricalcate all'interno di uno sportello, indicano il periodo di esecuzione.
Teatro Comunale
 Ricordato nella serie dei teatri storici dell'Emilia Romagna, l'attuale teatro comunale restaurato e riportato all'antico splendore, fu voluto dai Sanvitale nel 1860. L'esterno si presenta in forme semplici con un'entrata principale affiancata da due entrate laterali con scaletta. La facciata è chiusa da un timpano. L'interno, oltre all'atrio e ad ambienti di servizio, ha la sala (112 spettatori possono essere ospitati in platea) con due ordini di palchi. Il fregio che corre sulla balaustra dei palchi è opera di Angelo Biolchi.
Ex scuderie Sanvitale
 L'ampio spazio verde che sorge davanti alla Rocca preceduto dall'edificio delle ex scuderie del castello era, sino al XIX sec., parte integrante del castello stesso e lo collegava con il fossato esterno del paese. Al suo interno i Conti avevano creato orti botanici e serre fredde tuttora esistenti. Il Conte Giovanni Sanvitale cedette la proprietà nel 1935 alla famiglia Gandini che provvide al restauro delle parti murarie. Il parco e le scuderie con il portico sono proprietà privata.
Santuario della Beata Vergine del Rosario
 Fontanellato è conosciuto da molti per la devozione alla Madonna del Rosario che richiama molti pellegrini al Santuario che si eleva al di fuori del centro storico ed è diventato specie in tempi recenti, polo di attrazione e di sviluppo urbanistico. L'impianto originario del Santuario risale al '600. La facciata del Santuario della Beata Vergine del Rosario, neobarocca, si deve al progetto di Lamberto Cusani, del 1912-13, e all'opera dello scultore Ettore Ximenes, che recuperò anche le statue della facciata del XVIII secolo.
 L'interno, ad aula, si articola in quattro cappelle per lato, separate da lesene con capitelli corinzi in stucco. Interessanti le opere d'arte, fra le quali una collezione di bellissimi paliotti lignei e una serie di scagliole.
 Sulle pareti intorno al ciborio, che ospita la statua lignea della Madonna del rosario (1615), una serie di ex-voto, dalla fine del XVII secolo ai giorni nostri.